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20/12/2013 11:59 - La bella storia di un’azienda di Faedis.

 

Innovazione e ambiente gli ingredienti per tornare a crescere L’ecologia batte la crisi. Risolvere un serio problema di efficienza delle imprese, generato dal forte sviluppo della logistica, grazie ad una intensa iniezione di innovazione, ottenuta anche collaborando con un gruppo di giovani universitari; e farlo puntando al rispetto dell’ambiente e sviluppando quelle reti d’impresa che sono un fattore fondamentale della competitività nel presente e nel futuro. Ci sono tutti questi importanti ingredienti nel progetto RePalNet, nato dall’intuizione di Franco e Tiziano Petrigh, titolari dell’azienda Friul Pallet di Faedis, e di un gruppo di giovani studenti friulani. Una realtà che ormai è pienamente operativa. L’innovazione del progetto è stata anche convalidata, nel 2006, da un importante riconoscimento del premio “Start Cup”, competizione tra idee imprenditoriali all’avanguardia promossa dall’Università degli Studi di Udine e dalla Fondazione Crup. Di che cosa si tratta? Il “pallet” è quel bancale (di solito di legno) che permette la gestione ed il trasporto in sicurezza e rapidità della maggior parte delle merci. La ditta di Faedis si occupa di legno, e di pallet in particolare, fin dal 1962, quando Celso, il padredegli attuali titolari, tornò da un’esperienza di lavoro in Ontario canadese con tante idee innovative, che lo portarono a creare un’impresa artigiana che oggi, sotto la guida dei figli, ha una quindicina di dipendenti e collaboratori. Nel mondo circolano ben 5 milioni di pallet non standard, che per questo fanno fatica ad essere riutilizzati e finiscono spesso in discarica o bruciati. RePalNet (un acronimo che unisce riciclo pallet e la rete internet) ha brevettato un evoluto sistema di classificazione e codifica di questi bancali. I pallet riclassificati e codificati vengono quindi inseriti nel comune database online, consultabile sul sito www.repalnet.eu, dove posso essere acquistati e, quindi, riutilizzati. Quella friulana è l’unica realtà operativa in Europa nella gestione del pallet usato non standard. Ad oggi già 70 aziende hanno preso parte al progetto e l’obiettivo è di aumentare considerevolmente nel prossimo anno. Un’attività che, oltre a portare benefici economici alle aziende, è anche doppiamente ecologica in quanto contribuisce ad evitare lo smaltimento e quindi l’inquinamento atmosferico o terrestre e salva molti alberi che diversamente verrebbero abbattuti per costruire pallet nuovi. Quello del rispetto dell’ambiente è un’antica abitudine della Friul Pallet. Dal gennaio 2006 l’azienda è stata autorizzata ad effettuare il trattamento a caldo ht e quindi a certificare i propri prodotti secondo la normativa che permette l’esportazione dei pallet fuori Unione Europea con la garanzia di non portare agenti patogeni per le foreste. A conferma dell’animo ecologico dell’azienda, recentemente Friul Pallet ha creato anche Relen, una società specializzata nel recupero energetico degli sfridi di lavorazione del legno, grazie all’utilizzo di caladie a cippato. L’azienda riesce così anche a soddisfare le necessità energetiche dei suoi stabilimenti di produzione e gli impianti di trattamento termico La Vita Cattolica, 11/11/12